31/01/2006
Il mausoleo di Berlusconi
Il mausoleo di Berlusconi. Con progetto di ibernazione
25/01/2006
Cazzate
Dipendesse dal Berlusca contro i lavoratori dell'Alitalia, che scioperano per salvaguardare i loro diritti e per assicurare un futuro alla compagnia, dovrebbero essere inviate le forze armate, per risolvere con la forza la vertenza. Non è chiaro quale ramo delle forze armate dovrebbe essere impegnato; molto probabilmente, visto che si tratta di lavoratori che operano con gli aerei, i bombardieri militari potrebbero andare bene, magari chiedendo aiuto all'amico Bush. Ma niente paura, è un'altra cazzata del Berlusca, lui sa dire solo quelle. Vedi per esempio la delazione contro i vertici dei Ds. La procura di Roma ne ha chiesto l'archiviazione, ritenendo irrilevante la deposizione del premier. In pratica era andato a dire cazzate.
Ora a sintetizzare gli avvenimenti politici italiani di questi giorni beccatevi due vignette + una striscia rossa, tratte dal giornale più odiato da Berlusconi, l'Unità (25 gennaio 2006).


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Prove tecniche. «È una situazione difficile. C’è da fare un intervento deciso... addirittura manu militari, come usa dirsi, nei confronti di coloro che si oppongono. Credo che si dovrà forse arrivare anche a quello. Ma cerchiamo di evitarlo, perché sappiamo che poi possono succedere delle tragedie e come la sinistra sappia approfittare di queste tragedie». |
25/01/2006
FEED di United BlogZine
Qualcuno mi sa dire perché il Feed di "United BlogZine" non funziona più? Anche se poi andando nel pannello di controllo personale i post che vengono inseriti ci sono.
Sono tempi duri per gli aggregatori. Da tempo è ormai inattivo anche "blog-news.net". Perché?
24/01/2006
Tentativo di dittatura
Al Berlusca gli sono riuscite tante cose, ma questa non gli riuscirà. Resistere, resistere, resistere, aveva detto qualcuno alcuni anni fa. Resistere, resistere, resistere, diciamo noi oggi. La storia ci insegna che la Resistenza contro i dittatori e contro i tentativi di dittatura è legittima. Proprio oggi il clan del Berlusca si è approvata la legge che consente la legittima difesa. Si può sparare per difendere la propria vita e i propri beni. E quale bene più grande vi è della liberta? Ma per questa volta credo che Ciampi riuscirà a bloccarlo pacificamente, senza spargimento di sangue. Padellaro su l'Unità di oggi ha scritto che sta per deflagrare l’anomalia finale di un premier che considera la democrazia e i suoi istituti degli accessori facoltativi da mettere sempre e comunque al servizio del suo personale potere. Berlusconi, adesso, non risponde neppure al presidente della Repubblica e anzi lo minaccia facendo persino balenare l’ipotesi di far eleggere il successore di Ciampi dalle Camere uscenti e non da quelle rinnovate dal voto dei cittadini. Cosicché, visto che la maggioranza dei deputati e dei senatori è ancora sotto il suo controllo, c’è anche l’incubo di una elezione di Berlusconi al Quirinale come presidente della Repubblica. «Se non ci sarà la proroga che abbiamo chiesto di due settimane per i lavori parlamentari, potremmo decidere di arrivare alla fine naturale della legislatura, a maggio», ha detto oggi Berlusconi a Bonolis. Il 23 dicembre scorso all'Ansa aveva detto: «È confermata la data delle elezioni politiche il 9 aprile e lo scioglimento delle Camere per il 29 gennaio». La giustificazione ufficiale del mancato rispetto della data concordata è nella necessità di dover portare a compimento una quarantina di leggi. Proprio per questo io chiederei l'anticipo delle elezioni al 9 marzo e la chiusura delle Camere a domani, per non consentire ulteriori scempi. «Meno 77 giorni alle elezioni. Coraggio Silvio sei quasi alla fine», hanno scritto un gruppo di studenti fuori sede su uno striscione esibito alla fine della trasmissione di Berlusconi con Bonolis.
23/01/2006
Blog e politica
Io che sono un blogger di seconda generazione finora ho evitato di scrivere del fenomeno blog, del suo significato, del suo valore, della sua funzione, lasciando questo compito ai "guru" della prima generazione. Non perché non avessi delle idee, ma ne le tenevo per me. Avendo ora deciso di cominciare ad esternarle, niente di meglio, avevo pensato, che cominciare con un post sul convegno, tenutosi un mese fa a Roma, presso la Camera dei Deputati, sul tema: "Elezioni e internet: convergenze parallele?". Ho cominciato col leggere l'editoriale ed un articolo, sul tema, nel numero datato febbraio 2006 della Rivista "Internet magazine Go! online". Ho stampato e letto i risultati della "Ricerca sulle nuove forme di comunicazione e di partecipazione politica on line", che è stata alla base del convegno. Mi sono andato a rileggere un post, con relativi commenti, di Giuseppe Granieri, che al convegno aveva partecipato. Ma di tutto questo è impossibile una sintesi. I risultati della ricerca mi hanno lasciate molte perplessità; una per tutte: alla domanda su chi si vorrebbe che partecipasse ad incontri di "Social Networking" (che non ho capito bene cosa siano), la stragrande maggioranza degli elettori sia di destra che di sinistra ha risposto di volere Berlusconi. E qui mi nasce un dubbio, non sarà che gli elettori che si sono dichiarati di sinistra siano in realtà dei fan di Berlusconi? Se fossi stato interpellato io, che sono di sinistra, una cosa avrei detto con chiarezza: di non volere Berlusconi. Il mio convincimento è che internet e più specificatamente i blog, almeno per ora, non servano alla politica. Chi naviga in internet, e più ancora chi legge i blog, per quanto riguarda le scelte politiche non viene influenzato da quello che legge, semmai viene confermato nei suoi convincimenti. Giuseppe Granieri, nel suo post, molto pessimisticamente ha detto che «la Rete non serve alla politica di oggi. E il problema non è la Rete, ma la politica». E mette sullo stesso piano destra, sinistra e centro. Su questo dissento totalmente, destra e sinistra oggi in Italia non sono la stessa cosa. E nei post "politici" del mio blog questo concetto l'ho esplicitato ampiamente. Per quanto riguarda poi la domanda che Granieri si pone: «quanti di noi voterebbero per una politica diversa invece di dover votare per un candidato qualsiasi nella politica di oggi?», ritengo che possa essere fuorviante, potrebbe invogliare ad andarsene al mare anziché alla cabina elettorale. Una politica diversa possiamo propugnarla nei nostri blog, ma un candidato (o partito) qualsiasi dei meno peggio dobbiamo comunque votarlo. Altrimenti il rischio sarebbe di doverci subire (sorbire) ancora Berlusconi. Per quanto riguarda poi la minaccia contenuta in un commento del forzaitaliota Antonio Palmieri, dio ce ne scampi. Già la nostra posta elettronica è ingolfata all'inverosimile, se si aggiungessero anche le e-mail dei politici dovremmo chiedere ai provider di disattivare tutte le nostre caselle postali. Sull'uso delle parole "convergenze parallele", credo che riferirle ad elezioni ed internet non significhino proprio niente. Anche le parole meritano rispetto, specialmente poi se ci richiamano alla memoria un uomo politico che se la violenza non ci avesse tolto forse ci saremmo risparmiato il degrado politico in cui oggi viviamo.
22/01/2006
La passione di Giosuè l'ebreo
Terzo film del Cineforum Grottaglie 2006
A toccare la Chiesa, in Italia, si corrono sempre dei rischi. Ne sa qualcosa il regista Pasquale Scimeca. Al suo film La passione di Giosuè l'ebreo, durante le riprese gli fu negato con un insolito intervento della Cei l'uso di una chiesa, gli è stato accordato il finanziamento statale solo per l'estero e non per l'Italia, gli è stato negato il diritto di antenna (cioè non passerà in Tv). Al regista è parso anche strano il comportamento del direttore Müller, che in un primo momento sembrava interessato al film, ma poi ha cambiato idea; infatti è stato possibile vedere il film solo alle Giornate degli Autori. Successivamente la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha parzialmente assolto il film, ma con un giudizio piuttosto negativo: «metafora, film discutibile, con ambiguità, utile ai dibattiti e ai circuiti culturali, più intenso nelle intenzioni che non nel risultato». In realtà, dice Scimeca, il film «non è un attacco alla Chiesa in se stessa, ma ad un antigiudaismo per il quale del resto il Concilio Vaticano II aveva fatto autocritica». Dal film ne esce con le ossa rotte la cattolicissima regina Isabella, che emanò editti contro ebrei, musulmani e zingari e cacciò un milione di ebrei dalla Spagna. Il pubblico della Mostra invece ha accolto con favore il film di Scimeca. Vi sono immagini ed ambientazioni del film molto belle. Qualche perplessità suscita invece la recitazione dell'attore protagonista, per la prima volta sulla scena. Un critico ha scritto che quest'ultimo film di Scimeca rappresenta un po' la "summa" di tutti gli argomenti trattati nelle sue opere precedenti. La filmografia del regista siciliano Pasquale Scimeca comprende sette lungometraggi e tra questi: Il giorno di San Sebastiano (1993) sui Fasci siciliani del 1893; Briganti di Zabut (1996) sul banditismo siciliano del dopoguerra; Placido Rizzotto (2000), il suo film più noto, sulla figura del sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia nel 1948; Gli indesiderabili (2002), su un gruppo di italo-americani espulsi dagli Stati Uniti, negli anni Trenta-Quaranta.
Frase di Papa Giovanni XXIII posta alla fine del film, prima dei titoli di coda: «Perdonaci per le maledizioni che abbiamo ingiustamente attribuito al loro nome di ebrei. Perdonaci per averti una seconda volta crocefisso in essi, nella loro carne, perché non sapevamo quello che facevamo».
Trama
Nell’anno domini 1492 un giovane ebreo di nome Giosuè viene espulso, assieme al suo popolo, dalla Spagna. Dopo una serie di avventure arriva a Napoli. Ma anche da qui è costretto a fuggire, perché l’odio antigiudaico si è ormai diffuso ovunque. Approdato in Sicilia va a vivere in un villaggio di carbonai fondato da ebrei che sono stati costretti a convertirsi al cattolicesimo. Un giorno, si reca nella vicina città di Hassin, dove vince una gara di erudizione. Come premio viene scelto per interpretare la figura di Cristo nella sacra rappresentazione della passione. Si immedesima così tanto nel ruolo che l’Inquisitore (che ne ha intuito le origini) decide di farlo uccidere. Così, come il suo antenato ebreo 1500 anni prima, finisce per essere crocifisso, perché il Potere sempre e comunque non sopporta la Verità né tanto meno chi la rappresenta e la professa.
Cast
Regia: Pasquale Scimeca
Interpreti: Leonardo Cesare Abude (Giosuè), Anna Bonaiuto (Anna), Marcello Mazzarella (Johanni), Vincenzo Albanese (l’Inquisitore)
Sceneggiatura: Pasquale Scimeca, Nennella Bonaiuto
Fotografia: Pasquale Mari
Musica: Miriam Meghnagi
Produzione: Arbash Film
Distribuzione: Istituto Luce
Origine: Italia
Anno: 2005
22/01/2006
Cestino della storia
Questa battuta-auspicio del Sindaco di Londra è troppo forte per non registrarla in questo mio diario. La faccio mia, senza se e senza ma, e la offro alla vostra considerazione. Credo che sia ormai la speranza della stragrande maggioranza degli italiani. L'ho tratta da "La striscia rossa" de l'Unità di oggi.«È una questione che riguarda gli italiani e quindi non voglio interferire. Ma spero che tra non troppo tempo il popolo italiano decida di consegnare Silvio Berlusconi al cestino della storia da cui non sarebbe mai dovuto emergere».
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